Lo ha detto al Sir il sociologo Francesco Belletti, vice direttore del Centro Internazionale StudiFamiglia (Cisf), riferendosi all’invito rivolto dal Papa all’Angelus di ieri per un ‘digiuno’, anchetelevisivo, durante il periodo quaresimale. “Da indagini del nostro Centro – afferma Belletti -risulta che sono ben poche le famiglie capaci di governare questo strumento e di ricavare daesso i giusti stimoli, separando gli elementi positivi da quelli negativi”. Spesso invece, osservaBelletti, “si vive la tv come un modo per riempire il tempo, una sorta di ‘baby sitter elettronica’per sé e per i propri figli. Essa ha anche benefici effetti, di formazione ed informazione, chepossono essere colti sino in fondo solo se il fruitore possiede altri strumenti di riferimento e diguida ed a questo riguardo è molto interessante che alcune famiglie abbiano deciso di riunirsiin associazioni di tutela, informazione e formazione del pubblico televisivo”. Belletti giudica”quanto mai opportuno il richiamo del Santo Padre perchè “in tempo di Quaresima, il digiunonon riguarda solo il cibo: ognuno dovrebbe valutare se la cosa a cui tiene di più rappresentadavvero un valore, se è necessaria o se, come può accadere per la tv, diventa superflua. Peruna famiglia si tratta di riflessioni e scelte che richiedono una costante educazione all’usoresponsabile dei beni”.