Spegnere la tv per migliorare la qualità della vita

La nota settimanale del Sir prende spunto dalle parole del Papa all’Angelus di ieri sullanecessità del “digiuno televisivo”, ed osserva: “La Quaresima? Desaparecida, se si guarda allanostra vita quotidiana dell’Italia di oggi”. Allora ci si domanda: “In questa società che sicostruisce sull’immagine” e dove anche le Poste per una questione di immagine “hanno avutola bella idea di aprire la domenica”, che “posto può avere la Quaresima che invece è un invitoad andare alla sostanza?”. La Quaresima, risponde la nota, “può forse avere ancora un posto,una ‘visibilità’, come dicono i pubblicitari, se si giudica almeno dalle reazioni alla provocazionedi Giovanni Paolo II sul digiuno televisivo”. E spiega: “Paradossalmente oggi l’invito al digiuno,la parola della Quaresima, è una parola di novità”. Certo, “non è la prima volta che vescovi,sacerdoti, gruppi, associazioni, invitano al ‘digiuno televisivo’. Il Papa lo ha rilanciato conparole significative”. Il monito di Giovanni Paolo II è rivolto a “recuperare la capacità di crearedelle alternative vere” alla televisione, affinché possiamo “ritornare padroni del nostro tempo”.La Quaresima “rivolge oggi a questa società un invito pressante ed attualissimo a ritrovare lacapacità di esercitare lo spirito. Certo siamo tutti piuttosto anchilosati, intorpiditi. Quindidobbiamo cominciare dai piccoli movimenti. Come quello di agire in modo più saggio efrequente sull’interruttore della TV”.