La clonazione degli esseri viventi e i limiti della ricerca

“Occorre farsi delle domande sul senso e sul limite della ricerca”, afferma Maria Luisa DiPietro, dell’Istituto di bioetica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, commentandole sperimentazioni compiute da alcuni ricercatori inglesi per riprodurre delle ‘pecore-fotocopia’.”Al di là del successo tecnico – osserva Di Pietro – nascono non pochi dubbi sull’eticità diquesti interventi e sulle ricadute a livello di ecosistema”. Di Pietro si chiede infatti se “laclonazione di animali non aumenti in modo indiscriminato l’arbitrio dell’uomo sugli altri esseriviventi, violando l’integrità della specie: non si può intervenire su una qualsiasi specie viventesenza una reale necessità e senza una precisa valutazione degli effetti sull’ecosistema”.Quanto ai tentativi di clonazione sull’uomo, Di Pietro osserva che essa “è la più grave offesaalla dignità della persona umana”. Questo procedimento, oltre a privare l’uomo “delfondamento della famiglia, in quanto utilizza la fecondazione in vitro, lo espone anche alpericolo di manipolazione e soppressione e lo depaupera dell’unicità ed irripetibilità propriadell’essere umano”. Dunque, conclude Di Pietro, “se il prezzo di queste ricerche è la dignità el’incolumità della persona umana, esse vanno fermate”.