Lo chiede mons. Rosario Mazzola, vescovo di Cefalù, in una lettera aperta inviata in questigiorni, insieme con un documento di riflessione, a sindaci, assessori, consiglieri comunali,partiti, sindacati, comunità parrocchiali ed associazioni dei 25 comuni della diocesi di Cefalù.L’intento del vescovo é quello di suscitare una “mobilitazione dei cittadini per promuovere unacoraggiosa riflessione sociale nel territorio. “Nei nostri Paesi – scrive mons. Mazzola – regna uninquietante silenzio: i servizi elementari mancano, i giovani non hanno futuro, l’istruzione nonrisponde ai tempi”. Nonostante ciò, “crescono gli steccati, ognuno viene spronato a schierarsiper uno dei due poli politici che si sono costituiti senza possibilità di riflettere e dicomprendere, spostando ogni discussione politica su chi deve governare”. Nel documento,mons. Mazzola richiama l’attenzione su diversi aspetti della ‘questione meridionale’ ed invitasoprattutto gli amministratori pubblici a chiedersi se “il Mezzogiorno sia ormai un luogo didisperazione collettiva in cui vengono bruciate le risorse pubbliche”; se “la politica è statainterpretata in chiave clientelare”; se “nel pubblico impiego il lavoro sia dato o no per merito”;se “nei comuni amministrati dai sindaci eletti direttamente dai cittadini è cambiato qualcosa…”.