I cattolici: c’è chi li vuole equidistanti e neutrali, ma secondo don Duilio Corgnali, presidente della Federazione Italiana Settimanali Cattolici(Fisc), i 14 milioni di italiani che vanno a messa la domenica devono porsi la domanda: ‘per ilfuturo, vogliamo una società solidale oppure una dove vince chi è più forte, più efficiente, piùcompetitivo, più maramaldo e con più profitto?’. I cattolici hanno una loro “tavola di valori -scrive don Corgnali nell’editoriale del settimanale “Vita cattolica” di Udine, di cui è direttore,che esce domani. “Il problema vero è quello di saper coniugare questi valori con la realtàquotidiana”. A questo riguardo, don Corgnali rifiuta il concetto di ‘equidistanza’: “consegnarsialla sfinitezza e al miglior offerente, ciarlatano e demagogo che sia – continua don Corgnali -non sarebbe buon investimento evangelico e neppure di buon senso. La politica, in fondo,comincia proprio dalle piccole scelte quotidiane che ciascuno compie. E ciascuno ha il dirittoed il dovere di concorrere e di incidere nelle grandi scelte che si fanno in un momento digrandi trasmutazioni, quale quello che viviamo. In tal senso, l’essere neutrali avrebbe il saporedella diserzione.”Don Corgnali interviene poi sulle questione delle riforme istituzionali. “Il rischio – osserva donCorgnali – è appunto quello di essere indotti a credere che tutto è modificabile, che si possonotranquillamente cambiare gli assetti contrattuali di questa società secondo le convenienze e lemaggioranze del momento”.