Il teologo don Bruno Forte, preside della Facoltà teologica dell’Italia meridionale, intervenendoieri, a Roma, al convegno “Psicologia e religione si interrogano”, promosso dalla PontificiaUniversità Gregoriana, in occasione del XXV anniversario dell’Istituto di psicologia, ha rilevatole perduranti resistenze che i teologi nutrono nei confronti della psicologia. Don Forte haavvertito il rischio “di una presunzione di totalità da parte della teologia, dove il tutto èabbracciato ma non c’è spazio per l’altro. Un pensiero teologico e filosofico indifferente allescienze umane – ha detto don Forte – rischia di risolversi in un sistema chiuso, dove,presumendo di possedere la chiave della scienza, si perde anche il senso puro dellaTrascendenza che si affaccia nella storia”.Secondo don Forte, “una teologia che non sia sforzo di interpretazione per mediare fra lasalvezza della rivelazione e la presente storia degli uomini si condanna al silenzio. E’ nelriconoscimento del mistero dell’uomo in quanto aperto al Mistero di Dio – ha detto don Forte -che teologia e psicologia possono integrarsi, l’una offrendo il quadro di un’antropologia apertaalla trascendenza, l’altra approfondendo i dinamismi vitali di quella apertura sempre in atto dicompiersi. E’ insomma l’antropologia sottesa ai due campi di indagine il vero criterio che puòmisurare la reciproca disponibilità delle due discipline ad integrarsi vitalmente”.