“La passività del pubblico colloca la produzione a livello sempre più basso”

A lanciare l’allarme è la Consulta dello Spettacolo, recentemente costituita a Roma pressol’Ente dello Spettacolo (Eds). “Ormai – si legge in una nota diffusa oggi dalla Consulta – ilpubblico è indotto ad accettare l’offerta dei vari settori dello spettacolo con allarmantepassività; la produzione si colloca a livelli sempre più bassi e di questa limitazione soffre laqualità di cinema, teatro, musica e danza, nonché dell’intrattenimento radio-televisivo.L’appello – prosegue il documento – è rivolto anche alle forze politiche perchè nei loro impegniprogrammatici di fronte al Paese assumano precise responsabilità per restituire alla cultura lacentralità che deve avere nella società civile e nel sistema editoriale ed informativo italiano,garantendo così i mezzi e gli strumenti indispensabili per risollevare la qualità dei prodottidell’ingegno e dell’arte”.Il documento programmatico di fondazione della Consulta è stato sottoscritto dai presidentidelle maggiori associazioni di giornalisti e di critici cinematografici, teatrali, televisivi e musicali.Il documento denuncia “le limitazioni imposte da un sistema dei media che ormai si limita aillustrare superficialmente, a volte in modi fuorvianti e scandalistici, avvenimenti emanifestazioni, senza offrire spazi sufficienti ad una loro adeguata, responsabile valutazione.”