E’ l’appello che p. Peter-Hans Kolvenbach, primo Superiore generale dei gesuiti, ha rivolto aquanti hanno partecipato ieri, a Tirana, alla commemorazione della morte di due padri gesuiti,uccisi in Albania il 4 marzo 1946. “Fate vivere l’Albania come essi l’hanno sognata – ha detto p.Kolvenbach – un Paese libero all’esterno, armonioso al suo interno nel rispetto delle diversereligioni, delle diverse scelte politiche, nell’attenzione ai più deboli, nella pacificazione deglianimi. Siate cittadini fedeli di questo nobile Paese – ha aggiunto p. Kolvenbach – fate vivereCristo nei vostri cuori e nelle vostre famiglie. Predicate Cristo nella vostra fedeltà al Vangeloed alla Chiesa cattolica, col perdono delle offese, nella pratica della giustizia, nella costruzionedella civiltà dell’amore”.In tutto il mondo, vi sono circa 22.500 gesuiti. Le vite di p. Giovanni Fausti, viceprovinciale deigesuiti dell’Albania, e p. Daniel Dajani, secondo rettore del Pontificio seminario di Scutari sonoricostruite in un volume, da pochi giorni in libreria, dal titolo “Gesuiti martiri di Albania”. Il librooffre una serie di testimonianze sulle esistenze di tanti esponenti del clero cattolico che, apartire dal 1944, dopo la ritirata dei tedeschi dall’Albania, furono vittime, come afferma ilvolume, “di una vera e propria campagna di persecuzione da parte del regime comunista”.