“E’ammissibile pensare di riprendere a partorire in casa, anche perché questa è prassi diffusa inmolti Paesi europei; occorre però verificare che sussistano tutte le condizioni opportune perfarlo”. Lo hanno detto al Sir i responsabili del Centro internazionale studi famiglia (Cisf – SanPaolo), commentando la proposta di 50 deputati della maggioranza di promuovere il ricorso alparto in casa, nei casi in cui esso possa avvenire in modo fisiologico. “E’ vero – continuano iresponsabili del Cisf – che in Italia ci sono delle lungaggini nel ricovero per parto chepotrebbero senz’altro essere evitate. Una soluzione alternativa potrebbe essere il ricovero peril tempo strettamente necessario al parto per poi tornare subito nel proprio ambiente familiare.Di sicuro, però, il parto in casa incontrerebbe almeno un grosso problema: il fatto che nelnostro Paese le levatrici sono definitivamente scomparse. E’ vero che il parto non è una’malattia’, ma un evento gioioso che necessita della giusta assistenza: per gli ospedali sarebbedi certo gravoso fornirla al domicilio di ognuno”. In ogni caso – aggiunge il Cisf – “sfugge ilperché di questa proposta, che non pare sostenuta nè preceduta da alcun dibattito di tiposcientifico. Quanto alle misure igieniche, sarebbe possibile, magari con un certo sforzo,ricrearle anche in casa. Resta da chiarire, però, cosa accadrebbe se, nel corso di un partoapparentemente senza problemi, si verificassero gravi ed impreviste complicazioni”.