“Chi decide lelinee educative della scuola? Quanto peso hanno le famiglie? E’ giusto che lo Stato, oltre chepredisporre il servizio organizzativo (strutture e personale), predisponga anche i contenuti?Perchè esiste una libera concorrenza in ogni altro campo della società e invece nella scuolac’è un monopolio quasi esclusivo dello Stato che tende ad occupare sempre più tutti i tempi egli spazi educativi?”: sono le domande poste dal vescovo di San Severo (Foggia), mons.Cesare Bonicelli, in un messaggio alle realtà scolastiche della diocesi. Secondo il vescovo, nelprocesso di cambiamento in atto oggi a livello politico ed istituzionale, anche la scuola èchiamata a ripensarsi e cercare di chiarire i suoi scopi e la sua organizzazione, onde evitare ilrischio di divenire un fattore totalizzante nella formazione delle giovani generazioni. Quantopoi all’insegnamento della religione cattolica, mons. Bonicelli sottolinea la sua importanza perla formazione culturale complessiva dei giovani anche se si chiede: “La scelta di questoinsegnamento è libera, ma perchè io posso essere ignorante sulla Bibbia e su Gesù Cristo enon posso essere ignorante su Ulisse o su Mameli?”. Tale scelta conclude, “non è unproblema di fede, ma di cultura e il nostro mondo non si può capire senza l’apporto dellareligione cattolica”.