“Il caso della vedova del bossInzerillo, che ha invitato le ‘donne di mafia’ ad abbandonare le pratiche violente, oltre chealtamente drammatico, è significativo del cammino spirituale che una persona può compierecon esiti a volte sorprendenti ed edificanti”: è il commento di mons. Renzo Bonetti, direttoredell’Ufficio nazionale della Cei per la famiglia, che nel pomeriggio di oggi, a Roma presso la”Domus Pacis”, aprirà un seminario di studio per responsabili e animatori di movimentivedovili. “La vedova Inzerillo – prosegue mons. Bonetti – insegna che la vedovanza nonsignifica una condizione residuale, un trascinarsi senza scopo per il resto della vita, ma inveceche è l’occasione preziosa per sviluppare una nuova attitudine all’amore verso gli altri. Nelseminario di questi giorni rifletteremo infatti su come la società tratta oggi i vedovi e le vedove,spesso considerandoli residuati della famiglia, con una vita da riempire di alternative,stordimenti. Invece nella proposta cristiana questo stato particolare è visto come l’occasioneper pensare al senso profondo del vivere. La vedovanza, quindi, può essere assuntacostruttivamente per instaurare un rapporto di amore filiale verso Dio, non come ripiegamentobensì come arricchimento”. Il seminario della Cei durerà fino a domenica 24 novembre eprevede interventi tra gli altri di mons. Ennio Antonelli, Segretario generale della Cei, mons.Bruno Maggioni, mons. Gianfranco Fregni e del prof. Luigi Pizzolato.