Don Guglielmoni: “In ogni sport va tutelata la vita degli atleti”

Lo ha detto al Sirdon Luigi Guglielmoni, esperto di pastorale dello sport, commentando la vicenda del pugileFabrizio De Chiara, in coma dopo un incontro di boxe. Don Gugliemoni non vuole “entrare nelcaso specifico” ma sottolinea il rischio che “il dibattito tra chi si appella alla casualità e chivuole invece eliminare o limitare certe attività sportive, lasci immutata ogni cosa a livelloculturale. Nella nostra società, dopo il clamore spesso si dimentica ogni cosa. Occorre inveceuna riflessione più profonda”. Secondo don Guglielmoni, è “strano che ci si ‘scandalizzi’ solo incerte occasioni e poi si taccia su fenomeni come il doping o la violenza ormai abituale incampo e fuori campo. Occorre invece una tutela della vita che produca maggiore sicurezzanon solo nella boxe ma anche in tanti altri sport, come quelli su neve o automobilistici. Ma,spesso, gli interessi economici impediscono ogni cambiamento”. Quanto al regolamento dellaboxe, don Gugliemoni afferma che “gli esperti – arbitri, ex pugili, allenatori – devono ripensarecerte regole”. In particolare, secondo don Guglielmoni, “occorre autocoscienza da partedell’atleta sui rischi a cui va incontro; verificare le condizioni fisiche e mentali ottimali pergareggiare; garantire maggiore libertà di azione all’arbitro senza che questo voglia direorientare l’incontro”.