Lo hanno deciso400 delegati di 180 organizzazioni del volontariato operanti in ambito carcerario, riunitisi neigiorni scorsi a Roma per la prima conferenza nazionale del volontariato carcerario (i lavori sisono conclusi ieri). Attualmente i detenuti italiani sono oltre 47 mila, molti immigrati,tossicodipendenti, malati di Aids. Le organizzazioni di volontariato che si occupano del mondocarcerario, censite dalla Fondazione italiana per il volontariato (Fivol), sono 447. Ad avviso diLuciano Tavazza, segretario generale della Fivol, “questa Conferenza permanente, chedovrebbe nascere a maggio, risponde ad una serie di denunce del volontariato operante inambito carcerario. In primo luogo la disparità di trattamento che subiscono le organizzazioni divolontariato nelle diverse strutture carcerarie. Un secondo problema è legato alla profondatrasformazione della popolazione carceraria che impone uno sforzo di aggiornamento e disempre maggiore formazione dei volontari. C’è poi la necessità di superare la frammentazionedel volontariato carcerario e di promuovere forme di collaborazione con altre realtà, quali ilmondo sindacale, il mondo imprenditoriale, tutto il terzo settore. E’ urgente infine promuovereuna legislazione carceraria che punti più su formule riabilitative che punitive della pena”.