Il volontariato Avulss nelle realtà socio-sanitarie

Chiarire “in maniera nonequivoca” la distinzione tra il volontariato e le attività solidaristiche di tipo sociale, anche sesenza fine di lucro, ma non di pura gratuità: è questa la principale richiesta emersa dai lavoridel 13° convegno nazionale dell’Avulss (Associazione per il volontariato nelle unità locali deiservizi socio-sanitari), conclusi ieri a Rimini sul tema “Credere nella gratuità”. Secondo ilpresidente dell’organismo, ing. Rinaldo Brenna, cui aderiscono in Italiana quasi 12 milavolontari organizzati in 260 nuclei cittadini, “il servizio di volontariato, chiaramente espressodalla Legge quadro n. 266 dell’agosto 1991 come ‘attività prestata in modo personale,spontaneo e gratuito, senza fini di lucro anche indiretto’, deve essere rispettato da tutti gli entipubblici. Infatti – prosegue Brenna – si impongono procedure burocratiche talvolta insostenibilie pesi economici rilevanti che costringono i volontari non solo a donare sè stessi, ma anche apagare per farlo”. I volontari Avulss oggi assistono non solo i malati negli ospedali ma anchegli anziani in istituti geriatrici, persone in difficoltà quali handicappati, tossicodipendenti, malatidi Aids ecc., senza però mai sostituirsi al personale sanitario. Un tipo di aiuto molto importanteè quello svolto per l’espletamento di pratiche burocratiche o amministrative. Ai lavori hannopartecipato come relatori i prof. Garancini, Melzi e don Ziglioli.