“Ridurrele disuguaglianze sociali – prosegue la “dichiarazione” della Commissione sociale dei vescovifrancesi – non è solo una questione di mezzi tecnici, bensì di intelligenza e di cuore. Lo sannobene tutti coloro che pongono l’uomo come obiettivo primario della loro azione. Uomini edonne, nelle loro diverse responsabilità, non si rassegnano a considerare la sperequazionesociale come una fatalità. Se non siamo capaci di mettere l’uomo al primo posto, con la suadimensione della vita comunitaria, la nostra società perderà una porzione importante dei suoivalori. Onorare il nostro patrimonio di valori significa ritrovare la ragione profonda della nostraesistenza: la vita dell’uomo, degno e libero”. I vescovi francesi si rivolgono anche al poterepolitico affermando: “Favorire una sempre più larga deregolamentazione accrescerebbe lesofferenze dei più deboli. Al contrario, ridare alla vita politica la sua dignità e la responsabilitàdi creare una comunità conferisce allo Stato una reale possibilità di azione”. Inoltre, ricordanoancora i vescovi, “produrre dei beni non è un obiettivo sufficiente. Bisogna invece costruireuna vita sociale in comune, libera dai gruppi di pressione. Ribadiamo l’importanza dei corpiintermedi per costruire la società. Si tratta di un lungo lavoro da perseguire senza sosta”.