“Il nostro auspicio è che l’articolo80 non venga stralciato dalla Finanziaria, perché se si passasse dalla legge delega al normaledisegno di legge i tempi si allungherebbero troppo, sarebbero di almeno un paio di anni, lassodi tempo durante il quale buona parte delle espressioni del Terzo Settore scomparirebbero”.Così Stefano Zamagni, Presidente della commissione del Ministero delle Finanze per lariforma tributaria degli enti non profit, ha difeso lo strumento della legge delega per lalegislazione del Terzo Settore, nel corso di un seminario di esperti organizzato oggi a Romadalla Fondazione Italiana per il volontariato (Fivol) e dal Centro Studi sulle politiche sociali esanitarie (Ceposs).La legge delega distingue due figure: gli enti non commerciali e le organizzazioni non lucrativedi utilità sociale (Onlus). “Quella degli enti non commerciali – ha detto Salvatore Pettinato,membro della commissione Zamagni – sarà la struttura base, con una tassazione agevolata.L’Onlus sarà una figura più avanzata, con una detassazione maggiore”. La legge prevede poil’istituzione di un’autorità indipendente di indirizzo, segnalazione e controllo sull’applicazionedella normativa. “Ci sono – ha detto Pierpaolo Donati, direttore del Ceposs – tre ipotesi diauthority; un’authority espressione del governo, un’authority nella quale confluiscano irappresentanti del Terzo Settore, e, ipotesi auspicata dal nostro gruppo di lavoro, un’authoritycomposta di esperti di nomina parlamentare”.