Cristianesimo: non basta viverlo, occorre comunicarlo

E’ quanto si affermanella nota che appare sul prossimo numero del Sir, commentando le conclusioni del IXSimposio dei vescovi europei, svoltosi di recente a Roma, sul tema “Religione: fatto privato erealtà pubblica. La Chiesa nella società pluralistica”. “Il punto – continua la nota – è di rendersiconto del cambiamento e del disorientamento che caratterizza le nostre società, per essereveramente noi stessi, e dunque poter dire qualcosa di autentico. Sono le stessepreoccupazioni che hanno spinto, al Convegno ecclesiale di Palermo, e poi con maggioreconcretezza in questi ultimi mesi, a lavorare al ‘progetto culturale'”.”Siamo avvolti – osserva la nota – da una sorta di grande melassa e al tempo stesso da unasensazione di vuoto. Neppure il relativismo rassicura più. C’è bisogno di andare oltre. Noncerto per imporre alcunché, ma per dare risposte nuove a questioni nuove. E soprattutto peraprire nuovi orizzonti a uomini e donne che ritornano ad interrogarsi sui grandi temi del sensodella vita e si sentono sempre più soli. Ancora una volta, in un momento storico di incertezza edi passaggio, dovrebbe risaltare il carisma della sintesi, che è il grande e costitutivo contributodel cristianesimo all’identità europea. Non c’è bisogno di ulteriori documenti, né di grandistrutture. C’è bisogno di affermare un impegno comune, un comune orizzonte. Già si fa molto.Ma questo molto bisogna saperlo meglio valorizzare e soprattutto comunicarlo con efficacia”.