“E’ in corso una ‘fioritura’ siaqualitativa che quantitativa delle vocazioni”. Lo ha detto il card. Pio Laghi, Prefetto dellaCongregazione per l’educazione cattolica, intervenendo oggi a Roma alla conferenza stampadi presentazione del documento su “La pastorale delle vocazioni nelle Chiese particolarid’Europa” in preparazione del Convegno che si terrà a Roma dal 5 al 10 maggio 1997. “Nel1978 – ha ricordato il cardinale – quando divenne Papa Giovanni Paolo II i seminaristi prossimial sacerdozio erano 64.000, oggi sono 105.000. La crisi c’è stata ma in passato, tra gli anni’60 e ’70, e di essa si pagano ancora le conseguenze. Oggi, invece, le vocazioni sono increscita sia quantitativamente che qualitativamente: siamo di fronte a vocazioni più mature, siaper la media di età sia per la preparazione con cui si entra in seminario. Il vero problema per laChiesa è invece quello della diversa distribuzione geografica dei sacerdoti. Ci sono diocesi inMessico con un sacerdote ogni 20-30.000 fedeli, mentre in Italia ce n’è uno 1.000 fedeli.Bisogna quindi adoperare meglio le nostre energie e disponibilità. Nello stesso tempo nonvogliamo una Chiesa esclusivamente clericale. I laici devono prendere delle responsabilitàdove è possibile e necessario”.Anche il card. Eduardo Martínez Somalo, prefetto della Congregazione per gli Istituti di vitaconsacrata, ha sottolineato che “pur considerando l’innalzamento dell’età media dei sacerdoti,i bassi indici di natalità dei Paesi europei e il numero delle defezioni, nel periodo 1978-1994,c’è stata una vera ripresa delle ordinazioni. Le defezioni tra i religiosi erano 660 nel 1981 e400 nel 1994. Crescono invece i novizi: nel 1979 erano 6200 novizi, nel 1994 8500. Lenovizie, che nel 1979 erano 11.800, sono diventate 19.000”.