Scarsa in Italia la “cultura della biblioteca”

Il grido di allarme sulloscarso utilizzo delle biblioteche viene da Giuliano Vigini, che sul prossimo numero di “Letture”delle edizioni paoline, firma un editoriale che denuncia un paradosso: “Viviamo in un Paeseche ha una grande tradizione bibliotecaria, ma che ha purtroppo una scarsa cultura dellabiblioteca. Buona parte delle biblioteche esistono solo sulla carta; spesso non sono che deglispazi riempiti di libri e chiamarle ‘biblioteche’, più che un eufemismo, sarebbe un’offesa alladignità della parola”.Come rimediare, allora? Partendo, prima di tutto, – scrive Vigini – dalla “formazione delbibliotecario”, tenendo conto che l’efficienza di una biblioteca si misura dal “livello di relazioneche si stabilisce tra i bisogni degli utenti e il soddisfacimento che la biblioteca assicura intermini di qualità e disponibilità dei documenti”.Passi importanti, tuttavia, vanno fatti soprattutto sul piano legislativo e amministrativo, dove”occorre un salto di qualità, in modo da compiere le riforme che sono necessarie ai vari livelliper rimuovere gli ostacoli che spesso rendono le biblioteche dei contenitori vuoti e inceppati,dando agli utenti l’idea della loro inutilità o della loro assoluta inadeguatezza, e ai bibliotecariun senso di paralizzante frustrazione”.