E’ giunta l’oradi poter disporre degli strumenti necessari a superare la fase di precarietà e di subalternità incui il settore della riabilitazione è stato finora tenuto: questo è l’appello lanciato dal presidentedella Fondazione Pro Juventute Don Gnocchi, mons. Angelo Bazzari, aprendo questa mattinaa Roma i lavori del congresso internazionale sul tema “La riabilitazione oltre il duemila” allapresenza del capo dello Stato. Secondo mons. Bazzari, se don Gnocchi partì nel 1946 con imutilatini della guerra mondiale, oggi si tratta di “individuare quali sono i mutilatini odierni” chenel nostro paese sono “individuabili in molti strati sociali di bisogno, in aree del paesesprovviste di servizi come al sud, in fasi di malattia insufficientemente assistite”. Nelle relazionidi stamane sono stati affrontati gli aspetti culturali e sociologici degli interventi riabilitativi. Ilprof. Mozzanica ha affermato che il campo della riabilitazione deve interrogarsi sulle modalitàdi intervento in vista di una più marcata umanizzazione, mentre il sociologo Ardigò ha toccatoil tema del rapporto tra il “welfare state” di oggi, il “welfare market” di domani e il pesocrescente del terzo settore destinato ad assumere compiti rilevanti nei servizi alla persona. LaFondazione Don Gnocchi gestisce decine di centri di riabilitazione in ogni parte d’Italia efornisce assistenza a centinaia di migliaia di persone. I lavori proseguono fino a domani con lerelazioni degli scienziati e studiosi in campo bio-medico e neurofisico.