La Chiesa italiana per la pace in Burundi

“Il grido ed il sangue della Chiesa delBurundi, il calvario di un popolo vittima degli estremisti delle due maggiori etnie non possononon interpellarci”. Lo ha detto mons. Ennio Antonelli, Segretario Generale della Cei,intervenendo oggi, a Roma, alla conferenza stampa di presentazione della campagnapromossa da Caritas, Missioni e Volontariato, ‘Grida Burundi’ che ha lo scopo di sensibilizzarestampa ed opinione pubblica sulla drammatica situazione nel Paese africano. “Negli ultimi treanni – ha ricordato mons. Antonelli – sono stati uccisi 18 tra preti e religiosi; il mese scorso èstato assassinato mons. Joachin Ruhuna, vescovo di Gitega. Questi sono martiri della fede,della riconciliazione e della pace”. Mons. Antonelli ha auspicato, in particolare, che “glioperatori della comunicazione sociale siano in prima fila nell’aprire i nostri orizzonti a questoed altri drammi dei popoli in via di sviluppo” ed ha chiesto “la preghiera dei credenti e lacollaborazione di quanti – cittadini ed organismi nazionali ed internazionali – sono in grado dioperare per la pace”, in modo che si realizzi “una sensibilizzazione tale da muovere tutti coloroche possano aiutare i burundesi”. Negli ultimi tre anni in Burundi sono morte oltre 150.000persone, tra hutu e tutsi. La Chiesa italiana è presente nel Paese con 30 tra organismi divolontariato ed istituti religiosi, 100 missionari (religiosi, religiose, laici) e 18 sacerdoti inviati daaltrettante diocesi.