Campagna Caritas, missioni, volontariato per il Burundi

Si chiama “GridaBurundi” la campagna di informazione promossa dalla Caritas italiana, dai missionari evolontari che operano in Burundi. A tre anni esatti dall’assassinio del presidente burundeseMelchior Ndadaye, parte questa iniziativa – presentata ufficialmente oggi a Roma -, allo scopodi “sostenere e promuovere tutte le realtà civili ed ecclesiali che in Burundi, in Italia e nelmondo operano per la giustizia, la riconciliazione e la pace del paese africano mediantel’informazione, la pressione civile, il coinvolgimento ecclesiale”. Per prevenire ulteriori tragediee informare sulla drammaticità di questo “genocidio con il contagocce”, è indispensabilesensibilizzare l’opinione pubblica, tramite mass media, poster, spot televisivi e vademecum.Questo perchè, ha detto don Elvio Damoli, direttore nazionale della Caritas, “non deverimanere sotto silenzio la morte quotidiana di decine e decine di persone”. Fondamentale saràsoprattutto l’azione di pressione civile sul governo italiano e sull’Unione Europea, con larichiesta di definire iniziative diplomatiche per la soluzione del conflitto, impedire l’arrivo di armiitaliane e di altri Paesi, disporre l’invio di aiuti umanitari e appoggiare il lavoro dei missionari edei volontari. Una giornata di preghiera per la giustizia e la pace in Burundi è stata fissatainoltre per il 28 dicembre, mentre in primavera verranno organizzati due seminari di studiorivolti ai politici e alla società civile. In programma vi sarà anche un forum tra giovani burundesiche studiano in Europa.