Lamozione approvata nei giorni scorsi dal consiglio comunale di Ferrara, nella quale si esprimeparere favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere, viene deplorata dal vescovo, ilteologo moralista Carlo Caffarra. “E’ un’altra spinta data alla nostra città – scrive il vescovonell’editoriale per ‘La Voce’ – verso quel tramonto, quel suicidio che sembra essere ormai il suooscuro destino. Anzichè seminare speranza, bellezza e sapienza – aggiunge rivolgendosi aipromotori (i Verdi) e sostenitori (socialisti, Rifondazione, alcuni del Cdu e Fi) – state seminandodisperazione e vuoto”. Il direttore del giornale diocesano, don Ivano Casaroli, sottolinea che,l’intervento del vescovo è stato contestato dall’Arci locale e si è creata la curiosa situazione del”conflitto” tra Arci e Pds che invece in votazione si era astenuto e oggi “difende” mons.Caffarra. “La realtà è che ogni droga rammollisce – dice don Domenico Bedin, animatore inperiferia di Ferrara della comunità di accoglienza “Viale Cappa” – “e il rilassamento dellavolontà che si riscontra nei giovani abituati allo spinello incatena energie e possibilità positiveche invece bisognerebbe coltivare e potenziare proprio negli anni dell’adolescenza”. Secondodon Casaroli, comunque, il pronunciamento del consiglio comunale di Ferrara è da collegare aquelli di Bologna e Torino. “E’ partita una campagna nazionale”, dice, “e, un colpo qui e uno là,i suoi promotori non smetteranno finchè non avranno ottenuto risultati”.