Lo ha dettopadre Giuseppe Cinà, docente di teologia all’istituto internazionale di pastorale sanitaria’Camillianum’, commentando le parole del Papa dopo la preghiera dell’Angelus di ieri. “Con lasua sofferenza – ha ricordato p. Cinà – il Papa sta ripercorrendo il cammino del Cristo la cuiazione redentrice ha il punto culminante nella croce: è questo il nucleo più forte dell’annuncioevangelico. E’ assai significativo, a questo riguardo, che ieri dopo la preghiera dell’Angelus,egli abbia definito il Policlinico Gemelli il Vaticano numero tre”. L’ ospedale, nel pensiero enell’esperienza di questo Papa è diventato anche luogo di magistero e di incontro conl’umanità”.Quanto alle ‘possibili ‘dimissioni’ del Santo Padre, qualora le sue condizioni di salute siaggravassero, p. Cinà sottolinea che “questo sarebbe in contraddizione con il dato biblico oltreche con il magistero della Chiesa, che ha sempre presentato malati e sofferenti come coloroche hanno una missione specifica da svolgere. Per questo, pur augurando completaguarigione, sarebbe stupendo se il Papa continuasse a svolgere il suo ministero anche conuna mobilità ridotta. sarebbe uno smacco per la cultura edonista e materialistica di oggi,secondo cui l’uomo deve apparire sempre sano, bello, giovane”.