“Il problemadella struttura dello Stato liberal-democratico si presenta ai cattolici sin dal Risorgimento intermini di federazione di entità che rispecchiano la pluralità di culture storicamente presentenel Paese”: lo ha detto al Sir lo storico Giuseppe Ignesti, che nel pomeriggio sarà relatore aRoma al seminario di studio per dare avvio all’ “Osservatorio sulle riforme costituzionali”promosso dall’Azione Cattolica, tramite i due istituti “Paolo VI” e “Bachelet”. Secondo Ignesti,infatti, il pensiero cattolico da Rosmini, Gioberti fino a Murri e poi a Sturzo esprime una forte econsapevole visione dello Stato federale e autonomistica, le cui tracce si ritrovano anche nellaCostituzione repubblicana. “Dopo la vittoria del ’48, la Dc – prosegue Ignesti – è stata costrettaa frenare l’attuazione del dettato costituzionale per cedere minore potere possibile al Pci che sipresentava come anti-sistema”. Oggi la situazione è cambiata e perciò – ad avviso dellostudioso – “i cattolici, pur divisi tra due schieramenti antagonisti, debbono trovare unaposizione comune per senso di responsabilità storica in tema di autonomie locali”. Alseminario interverrà anche il prof. Giancandido De Martin con una relazione su “Federalismo,forma di Stato e forma di governo”.