“Il popolo di Timor Est vuole la libertà di decidere sul proprio destino”. Lo afferma mons. Carlos Felipe Ximenes Belo, amministratoreapostolico di Dili, capitale di Timor Est in Indonesia, vincitore del premio Nobel per la Pace1996 insieme a José Ramos Horta. In un’intervista che apparirà sul prossimo numero dellarivista “Mondo e missione”, mons. Belo afferma che a Timor Est “la gente sparisce, i giovanivengono arrestati per ragioni militari”. Perciò “è urgente dialogare con la popolazione, con igiovani, verificando cosa vogliono, Ma parlare significa anche accettare che il popolo abbiadelle esigenze. Qui a Timor siamo invece un feudo dei militari: l’apparato militare vuolesemplicemente che la gente accetti ciò che esso dice. Di fatto, il problema politico è senzasoluzione ma la gente ne vuole una. La gente avverte la mancanza del diritto di parlare, dimanifestare opinioni differenti. Bisogna trovare una soluzione che sia rispettosa del popolo: lagente qui è cattolica, ha culture e storie diverse. Purtroppo i militari non vogliono riconoscerequeste peculiarità, vogliono la conformità totale”. Mons. Belo auspica che “sia approvato unostatuto speciale per Timor, che le permetta di stare dentro la Repubblica di Indonesia conun’identità e un’autonomia proprie”.