“I media cattolici devono promuovere un’informazione’diversa’ perché finalizzata alla crescita della persona e non alla sua strumentalizzazione;” solocosì “si farà autentica comunicazione, si proporranno stimoli al rapporto interpersonale e sifarà quindi vera cultura”. E’ quanto afferma mons. Ennio Antonelli, Segretario generale dellaCei nel messaggio rivolto ai partecipanti al Convegno del Consorzio Radiotelevisioni LibereLocali (Co.ra.l.lo.), che si apre oggi ad Assisi per discutere del riassetto giuridico del sistemaradiotelevisivo.Mons. Antonelli richiama i tratti del ‘progetto culturale orientato in senso cristiano’. Esso “sicolloca in una prospettiva di pastorale missionaria volta a formare una mentalità cristiana il cuinucleo di riferimento è l’immagine cristiana dell’uomo, rivelata in Gesù Cristo. In questoprocesso – afferma mons. Antonelli – i mezzi di comunicazione ecclesiale non solo nonpossono essere assenti, ma hanno un ruolo di primo piano. E lo hanno anche in virtù della lorocollocazione nel ‘locale’ dove la gente vive il ‘quotidiano'”. In particolare, “il ruolo dei mediaecclesiali deve essere quello di sviluppare una cultura della reciprocità, contribuendo amigliorare la qualità delle relazioni ecclesiali e del dialogo con espressioni culturali diverse. Iloro programmi – di informazione, intrattenimento o approfondimento – devono sempre rifarsiall’immagine dell’uomo portata da Cristo; anche attraverso la sinergia tra media cattolici siattua e si testimonia la Comunione ecclesiale”. In tutta Italia esistono oltre 100 settimanalicattolici, 300 radio locali e 100 televisioni.