Laproposta viene da mons. Rosario Mazzola, vescovo di Cefalù, nella Lettera pastorale ‘LasciareBabele’, che sarà inviata nei prossimi giorni alle parrocchie. “Non si può restare indifferenti -scrive mons. Mazzola – di fronte alle comunità ecclesiali che non riescono più a parlare ad unmondo che si è creato propri linguaggi. Come a Babele, anche oggi l’umanità sembra parlareuna sola lingua: quella mediatica”. Nella nostra società, aggiunge il vescovo, “si pretende diinnalzare una nuova torre: quella della pubblicità che si alimenta nella disinformazione. Anchei cristiani sono trasformati dagli odierni linguaggi mediatici. La struttura ecclesiale chemaggiormente è stata influenzata dalla moderna comunicazione è la parrocchia. Essa, infatti,ha continuato nelle sue tradizionali pratiche pastorali, mentre la società si è evoluta concostante celerità. C’è bisogno di un forte investimento educativo per promuovere unacoscienza critica verso i mass media”. Da qui la proposta di istituire nella parrocchie un “corsodi educazione ai mass media” da affidare a laici e sacerdoti. L’ufficio diocesano per lecomunicazioni sociali ha approntato un sussidio nel quale indica un itinerario educativosuddiviso in otto tappe. Vengono proposte anche alcune iniziative: un’indagine sul rapporto’mass media e parrocchia’ per conoscere la reale incidenza di questi strumenti suiparrocchiani; un particolare modo di leggere i giornali per analizzare l’informazione; la criticaad uno spot, che offende la dignità della persona; un osservatorio familiare sulla televisioneper sensibilizzare al ruolo della Tv nell’educazione dei figli.