Lo affermamons. Angelo Comastri, vescovo emerito di Massa Marittima-Piombino e membro delComitato per l’anno giubilare, in un intervento sul prossimo numero del Sir, in cui interviene sulsignificato spirituale della sofferenza del Santo Padre, sottoposto oggi, a Roma, adun’operazione di appendicite. “E’ necessario – scrive mons. Comastri – che tutti comprendiamoche anche questo fa parte del Suo insegnamento, del Suo magistero, del Suo servizioapostolico. Il Papa, infatti, ci sta insegnando come si serve il Signore, come ci si consuma perla causa del Vangelo, come si porta la Croce alla sequela del Crocefisso.””Quando, nel settembre scorso – ricorda il vescovo – abbiamo visto il Santo Padreincamminarsi per le vie della Francia, preceduto da polemiche ingiuste e da previsioniinfauste, abbiamo temuto e sofferto. Il Papa, invece, con passo affaticato e con il voltovisibilmente sofferente, è andato senza esitazione a compiere la Sua missione: annunciareGesù Cristo e confermare la fede dei fratelli. Mentre il mondo attonito guardava e ascoltavaquesto infaticabile Pellegrino del Vangelo, i credenti hanno ricordato il detto Paolino: ‘Quandosono debole, è allora che sono forte'”. (segue)