E’ ladomanda posta dall’Associazione Italiana Bambini (Ai.Bi.), in un comunicato stampa diffusooggi, nel quale l’Associazione critica ancora una volta i contenuti del serial tv ‘Uno di noi’,trasmesso da RaiUno. I responsabili dell’Ai.bi. dichiarano di “sentirsi offesi ed inorriditi di frontea informazioni che si può definire ‘terroristiche’, come quelle diffuse dai protagonisti” del serial,”così goffamente calati nei panni di esperti di adozione”. L’Ai.bi. ricorda che, “in base ai datidiffusi dall’Ufficio Centrale per la Giustizia Minorile, dal 1993 al 1995 sono stati emanati 2.188decreti di affidamento preadottivo di minori italiani. Le revoche riguardanti questi affidamentinello stesso periodo sono state 71, ovvero solo il 3,24%, un dato ben diverso da quellopropinato ai telespettatori con l’avallo del servizio pubblico”.L’Ai.bi. ribadisce che “‘Uno di noi’ non fa che aumentare la confusione attraverso ricostruzionie dialoghi che dimostrano assoluta ignoranza” e chiede perciò “alla Commissione di vigilanzae agli organi competenti di intervenire sospendendo lo sceneggiato, in attesa della verifica ditutte le puntate da parte di un’apposita commissione formata da rappresentantidell’associazione magistrati minorili, delle associazioni di genitori adottivi e degli operatorisociali”.