“L’avvio del dibattitosulla finanziaria non poteva nascere sotto peggiori auspici”, commenta la nota settimanale checomparirà sul prossimo numero del Sir. E spiega: “Per la prima volta nella storia recente nonsono più i sindacati a gridare il loro scontento, ma quello che con un’espressioneconvenzionale si indica come il ‘ceto medio’. Ricordate la ‘società dei due terzi’, di cui siparlava dieci anni fa? L’espressione fu coniata da un teorico socialdemocratico tedesco, PeterGlotz, che denunciava una persistente realtà di esclusione nella società del benessere. Ogginon è più così. Il secondo terzo, quello che nei decenni del dopoguerra aveva vinto la suarincorsa, e si era agganciato ai gruppi sociali di testa, è in affanno. Si sente in pericolo diregredire, da un momento all’altro. Un malessere sociale si diffonde: milioni di famiglie delsecondo terzo si sentono a rischio. Dal punto di vista immediatamente politico sono i voti dicoloro che hanno voluto credere al milione di posti di lavoro promessi da Berlusconi, e poi allapromessa di concretezza e di rinnovamento tranquillo dell’Ulivo. Sono voti tentati dalla Lega alNord, sono voti che si disilludono facilmente. Sono voti di persone preoccupate” (segue).