E’ la tesi sostenuta da Rodolfo Casadei sull’ultimo numero della rivista del Pime”Mondo e Missione” a un mese dall’uccisione di mons. Joachim Ruhuna, arcivescovo diGitega (Burundi). “Non si può dire – continua Casadei – che i reponsabili dell’uccisione sianostati identificati, nonostante le dichiarazioni ufficiali attribuiscano le responsabilità agli hutu. Maa volere la morte di un personaggio troppo scomodo per la sua indipendenza potrebberoessere stati addirittura uomini della sua stessa etnia agli occhi dei quali mons. Ruhunaappariva un traditore, un tutsi che osava pubblicamente riconoscere l’aspirazione alla pace daparte degli hutu”.La rivista del Pime pubblica anche un’intervista a p. Marcello Zago, missionario ed esperto didialogo interreligioso, in cui si ricorda l’incontro dei rappresentanti delle diverse religioni conGiovanni Paolo II, avvenuto ad Assisi il 27 ottobre 1986. “Questa data – afferma p. Zago – harappresentato l’inizio di un cammino pionieristico. Da allora, il dialogo si è mosso e continuerànon solo nella Chiesa cattolica ma anche nelle altre religioni. Un’enciclica non avrebbe avutolo stesso impatto; l’evento-Assisi, invece, rimane ancora impresso nella coscienza dei popoli,anche non cristiani: esso ha generato un nuovo dialogo che, partendo dall’Asia, ha avuto, inquesti ultimi anni, un impatto sulla pastorale e sull’evangelizzazione delle altre Chiese, inAfrica e in America Latina”.