Le mine antipersona uccidono anche in tempo di pace

“Inquietante recorddell’Italia: con Cina e C.S.I. (Confederazione Stati Indipendenti) uno dei più grossi import-export di mine antipersona (Ap) nel mondo”. Nicoletta Dentico, coordinatrice nazionale dellaCampagna italiana per la messa al bando delle mine, lo ha confermato oggi a Roma in unaconferenza stampa. Nei giorni scorsi si era svolto un seminario di preparazione allaConferenza Internazionale di Ottawa (Canada), 3-5 ottobre, a cui parteciperà una delegazionedel governo italiano. “Paesi non più belligeranti continuano ad avere vittime delle mine anchedopo la soluzione del conflitto”, ha continuato Dentico. Più di 26.000 persone muoiono ognianno. “Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni del ministro Lamberto Dini all’AssembleaGenerale dell’Onu, – ha detto Dentico – ma pure qualche perplessità. Il Governo deve tradurrein legge una “messa al bando” delle mine Ap, vietandone non solo la produzione el’esportazione ma anche l’uso e la ricerca. Al tempo stesso, deve promuovere azioniumanitarie, per lo sminamento dei territori e la riabilitazione dei feriti”. L’Italia “si è mostrataresponsabile nella lotta contro la commercializzazione indiscriminata di mine”, vietando nonsolo le mine “di plastica”, non localizzabili, ma anche le cosiddette “mine intelligenti”, che siautoneutralizzano in 120 giorni. Ma, ha notato il giornalista Francesco Terrieri, “delle treaziende italiane esportatrici, Valsella e Tecnovar hanno già interrotto la produzione, la Sei(Società Esplosivi Industriali) non ha offerto dati certi”. Il governo dovrà anche prendereprovvedimenti perché vi sia “una messa al bando definitiva”.