Seminario Cei su comunicazione sociale e progetto culturale (2)

“Dobbiamorecuperare la ‘grande narrazione’ collettiva”, questo l’appello lanciato da Fausto Colombo,docente dell’Università Cattolica di Milano, nel corso del seminario Cei su comunicazionesociale e progetto culturale. Secondo Colombo, “il futuro della comunicazione porrà ilproblema della comunicazione intergenerazionale: avremo generazioni che parlano linguaggicompletamente diversi”. Si pone allora, con urgenza, “il recupero della ‘grande narrazione’collettiva: tornare alle esigenze elementari, alla comunicazione intergenerazionale”. Unacomunicazione capace di promuovere il “sapere comune”, quale la religione e la storia delPaese.Ma è necessario anche promuovere una comunicazione “locale” rispetto alla comunicazione”globale”, afferma Francesco Casetti, studioso di comunicazione e docente all’UniversitàCattolica di Milano, intervenuto anch’egli al seminario. “Programmi globali – spiega Casetti – siradicano in modo molto diverso nei differenti contesti locali”. In questa prospettiva oggirisultano molto utili, secondo Casetti, i “giornali locali” e tra questi “i settimanali diocesani,straordinari sismografi delle realtà locali, capaci di registrarne tutti i sussulti”. Compito di questimezzi di comunicazione deve essere proprio quello di “dare ascolto e rilanciare il localismo”,quale componente essenziale del progetto culturale. Sempre con riferimento al progettoculturale della Chiesa italiana, Ettore Bernabei, presidente e fondatore della società diproduzione Lux, nota che “la preservazione del patrimonio della fede dipenderà molto anchedalla capacità di gestire i mezzi di comunicazione”.