Loha detto al Sir Antonino Zichichi, commentando il trattato per il divieto generale di test nucleari,sottoscritto ieri. “Questo trattato – afferma Zichichi – è soprattutto l’espressione di una certabuona volontà da parte degli Stati. Si tratta di una decisione positiva ma che presenta almenodue limiti: in primo luogo, non si entra nel merito dello smantellamento delle armi nucleariesistenti, in secondo luogo l’India ha rifiutato di firmare il documento”. Il rifiuto dell’India,secondo Zichichi, rappresenta “l’appello estremo di uno Stato povero e disperato ma,paradossalmente, dotato di armi nucleari, al mondo industrializzato: il divario tecnologico,culturale e scientifico continua ad aumentare e la responsabilità è dei Paesi industrializzati”.”Sospendere i test – aggiunge Zichichi – oggi è possibile anche perché le sperimentazionipossono essere realizzate su computer. Dunque non è questo il vero problema bensì l’enormequantità di armi nucleari sparse sul nostro pianeta. E questa non è che una delle 15emergenze planetarie – come il progressivo inquinamento delle acque ed il problema dellafame – che affliggono l’umanità. Tali emergenze possono essere risolte solo riscoprendo ivalori cristiani dell’esistenza. D’altronde, la massima autorità morale del mondo è proprio ilSanto Padre ed egli non viene certo rispettato per la quantità di armi nucleari che possiede: èda questa grande autorità morale che deve venire un messaggio etico, in grado di fondare pertutti una nuova speranza”.