E’ la “debolezza morale – continua la notadel Sir – che caratterizza questa fase della nostra storia. Che fare? Da parte dei cattolici inItalia, un anno dopo Palermo, la risposta è duplice: il rilancio della missione e la convinzioneche per questa strada si possa dare un contributo essenziale all’Italia. Il ‘progetto culturale’,che viene proposto come cammino della Chiesa italiana in questi anni, vuole essere il segno diuna distinzione dei compiti ma anche dell’unità della Chiesa appunto nella missione, nellaproposta della salvezza in Cristo. Purtroppo l’espressione ‘inculturazione della fede edevangelizzazione della cultura’ è piuttosto per addetti ai lavori ma indica abbastanza bene ladinamica cui siamo chiamati per potere offrire ancora una volta, in questo periodo di svolta,alla società nel suo complesso, una proposta. Certo non si tratta di un pacchetto organico’chiavi in mano’. Il ‘progetto culturale’ vuole piuttosto mettere in movimento e fare circolareenergie intellettuali e risorse pastorali, vuole mettere in condizione soprattutto i laici dimuoversi con efficacia, non soltanto come singoli, nei vari ambienti di vita, vuole irrobustire lavita di fede di popolo. E’ un programma di investimento, piuttosto che un piano pastorale. E sisa che proprio in tempi di crisi gli investimenti sono sì più difficili, ma assolutamentenecessari”.