“La SantaSede è particolarmente interessata al ruolo e al destino della Chiesa nella Bosnia-Erzegovina,ossia all’azione di questa Chiesa all’interno delle due entità che compongono questo Stato.Essa ha svolto per secoli un ruolo importante in questi territori e, nelle condizioni attuali,svolge ancora un ruolo di prim’ordine per il bene di tutti i popoli di questo Paese”. Lo hadichiarato all’Agenzia Stampa Kta, promossa dalla Conferenza episcopale locale, mons.Francesco Monterisi, Nunzio Apostolico in Bosnia-Erzegovina, all’indomani del suo incontrocon i due presidenti neo-eletti del Paese, il musulmano Alia Izetbegovic ed il croato KresimirZubak. “La Santa Sede – ha aggiunto mons. Monterisi – chiede per i cattolici che vivono inquesti territori diritti e garanzie, ma li chiede anche per gli appartenenti a tutte le altreconfessioni religiose, in particolare per i musulmani, gli ortodossi e gli ebrei. Alla Santa Sedesta infatti molto a cuore il rispetto dei diritti umani fondamentali di ogni persona o gruppoetnico, soprattutto nel momento attuale, decisivo per il futuro di tutta la Bosnia-Erzegovina”.Il Nunzio Apostolico ha inoltre sottolineato che “sono finiti i lunghi anni della guerra: adesso,però, è ancora più facile vedere il dolore della gente ed i tanti problemi legati alla ricostruzione.E’ tempo perciò di far valere quanto previsto dagli accordi di Dayton”. Mons. Monterisi auspicaperciò che anche “i cattolici siano messi in condizione di tornare alle loro case e di costruirsiuna nuova vita: con l’aiuto di Dio si può sperare in un futuro migliore per tutta la popolazionedella Bosnia”.