E’quanto affermano le Acli in un comunicato stampa diffuso oggi, in occasione delcinquantesimo della morte, che ricorre il 28 settembre, di Achille Grandi, fondatore e primopresidente della Acli. “L’unità sindacale – scrivono le Acli – deve essere ripresa e rilanciata.Non si tratta di un’idea anacronistica. L’epoca attuale vede la scomparsa delle garanzie che loStato sociale aveva previsto per i lavoratori e per le loro famiglie. Cresce l’insicurezza,l’esclusione, la povertà. La flessibilità in molti casi si trasforma in precarietà”. Le Acli auspicano”che la fine del secolo non veda ricomparire forme di sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Se illavoro non c’è per tutti, non basta difendere chi ce l’ha ma occorre impegnarsi a cercarequalcosa di nuovo: un nuovo sindacato unitario, autonomo. In questo progetto i sindacati nonpossono impegnarsi da soli, bensì stringendo un’alleanza con l’associazionismo e con quelleforze che formano il Terzo Settore. L’idea forte di Grandi fu appunto quella dell’unità sindacale;in questo contesto si collocò anche la fondazione delle Acli, per rafforzare, attraversoun’azione presindacale di formazione religioso-sociale, presenza e ruolo dei cattolici nelsindacato unitario”.Nato a Como nel 1883, Achille Grandi fu tra gli organizzatori delle prime leghe operaielombarde, ricoprì la carica di segretario della Cgil unitaria, partecipò alla nascita del PartitoPopolare nelle cui file fu più volte eletto deputato e venne nominato vicepresidentedell’Assemblea Costituente.