“Se l’evidente forzatura diBossi non ha avuto esito – prosegue la nota del Sir – questo non esime le forze politichenazionali dal dare delle risposte. E soprattutto questo non esime le forze vive della nazionedall’esprimere compiutamente quel senso di identità e di appartenenza nazionale che èfortemente emerso di fronte alle provocazioni leghiste. Il popolo italiano ancora una volta hadato, non solo sulle piazze, ma soprattutto discutendone liberamente, una grande prova dimaturità e di coesione. Ha espresso molto bene una forte tensione unitaria e dimostrato unforte senso di responsabilità e di saggezza. E’ emersa, non solo al nord, ma anche al sud, unavoglia di rimboccarsi le maniche, di darsi da fare, riscoprendo positivamente la propria identitàed i propri valori, non in contrapposizione, ma in sinergia (che non esclude la competizione)con quelli delle altre parti del Paese”.Perciò, “tanto il governo ed i partiti che lo appoggiano, quanto l’opposizione devono fare il lorodovere. Molti sono gli appuntamenti complessi che si profilano già questo autunno”. Bossi ha”speculato” su “una sensazione di vuoto della politica, di stanchezza per molti dei suoi rititradizionali. Ma soprattutto sta speculando sul ‘tanto peggio tanto meglio’, in particolare perquanto riguarda l’evoluzione della situazione sociale ed economico – finanziaria. Venezia nonha dunque chiuso la partita, che durerà almeno fino al 1999. Prima di tutto su questi temidevono ancora emergere chiare risposte” (segue).