“I contenutidell’intesa sono concreti e di fondamentale importanza”. Lo ha detto al Sir mons. GiancarloSanti, direttore dell’Ufficio Cei per i beni culturali ecclesiastici, commentando l’intesa firmataoggi. In sintesi, spiega don Santi, “l’intesa, nei suoi otto articoli, identifica soggetti e procedureche consentono di facilitare la collaborazione tra Ministero e Cei. A partire da questo, sarà piùfacile formulare altre intese che tocchino questioni di carattere sostanziale come laconservazione, la consultazione degli archivi delle biblioteche e l’inventario dei beni culturali”.Walter Veltroni, Ministro per i beni culturali ed ambientali, rivolgendosi al card. Ruini haespresso “l’alto apprezzamento del Governo italiano per l’importante ruolo che la Chiesa hasvolto e svolge a tutela del patrimonio culturale ecclesiastico”, che rappresenta una”componente fondamentale della stessa identità culturale del nostro Paese. Grazie all’attivitàdella Chiesa, l’Italia si è arricchita non solo di luoghi di culto ma anche di singole opere dipregio inestimabile”. Questa intesa rappresenta dunque “un primo importante passo per lasoddisfazione di esigenze così profondamente avvertite dai cittadini italiani, siano essi credentio non credenti, da andare ben oltre lo stesso dettato del nuovo accordo concordatario”. Allafirma era presente, in rappresentanza dei vescovi italiani, mons. Ennio Antonelli, segretariogenerale della Cei.