All’indomani dell’uccisione dell’arcivescovo diGitega, mons. Joachim Ruhuna, interviene il presidente della Commissione episcopale per lacooperazione missionaria tra le Chiese, mons. Renato Corti, vescovo di Novara. “L’uccisionedi mons. Ruhuna, che conoscevo personalmente – afferma mons. Corti – è un ulteriore motivodi sofferenza della nostra Chiesa per quanto sta avvenendo in Burundi. Purtroppo i giornaliitaliani parlano pochissimo di quanto sta avvenendo laggiù dallo scoppio della guerra civile nel1993”. Tuttavia, “la Chiesa italiana non ha mai smesso di essere vicina a quelle popolazioni ediversi sono i missionari italiani, religiosi, religiose, laici e sacerdoti ‘fidei donum’ presenti inquel Paese”. Mons. Corti invita tutti credenti a “tenersi informati sulla guerra in Burundi e apregare per un futuro di pace e di giustizia per questa nazione”. Intanto, la Chiesa italiana nonsmetterà di fare pressioni sulle autorità politiche nazionali ed internazionali affinché facciano ilpossibile per “promuovere il dialogo tra le due etnie”. In particolare, mons. Corti ricorda che ègià stato chiesto l’intervento del Presidente Scalfaro e dell’Unione europea. In risposta a talisollecitazioni, rileva il vescovo, “qualcosa è stato fatto ma non è stato ancora sufficiente perriaprire il dialogo e restaurare un’autentica democrazia politica in Burundi”.