Giornate “bollenti”, quelleodierne, per il casertano. Mentre i vescovi di Caserta, Teano-Calvi e Sessa Auruncadenunciano che la zona sta progressivamente trasformandosi in “cimitero delle fabbriche”(negli ultimi mesi sono andati perduti centinaia di posti di lavoro), a Sessa Aurunca questasera si discuterà in consiglio comunale della erigenda centrale a turbogas a ciclo combinato.L’Enel è disponibile a pagare 15 miliardi al comune per la “disponibilità” dell’area, ma uncomitato interdiocesano di tecnici e docenti universitari afferma che il luogo scelto per la nuovacentrale non sia adatto in quanto nei pressi si trova una centrale elettronucleare dismessa. Ungiornale locale ha attaccato il vescovo di Sessa, mons. Antonio Napoletano, e insieme a luiquelli di Teano, mons. Tommasielo, e di Gaeta, mons. Farano, con l’accusa di impedire che siattivino 500 nuovi posti di lavoro. I tre pastori hanno risposto che la loro posizione è supportatadal parere dei tecnici e dalla popolazione, che rivendica il diritto alla salute. Dal consigliocomunale di questa sera potrebbe venire un ‘sì’ alla centrale, ma il risultato non è dato persicuro. E inoltre lo spettro della crisi occupazionale (casi “Goldstar”, “Olivetti”, “Morteo” e altre,operanti nella zona e tutte o in crisi o a rischio di chiusura) tiene alta la tensione. I vescovihanno escluso la validità della scelta di “militarizzare” la provincia di Caserta. “Dove c’èl’esercito – ha detto mons. Nogaro – non c’è più sviluppo”.