“Le nostre democrazie sono in ritardo nell’attuazione dei diritti politici e della libertà comepartecipazione”. Lo afferma Roberto Gatti, dell’Università di Perugia, in un articolo sulprossimo numero della rivisita dei Gesuiti “Aggiornamenti Sociali”. “La tutela e la promozionedi tali diritti – si legge nell’articolo – costituiscono un banco di prova decisivo delle capacitàdemocratiche di far fronte alle insidie che minacciano i diritti tradizionali”. In particolare, nelcampo dei diritti politici, “le democrazie sono diventate via abitate da ‘sudditi’ piuttosto che da’cittadini’, da soggetti che non riescono spesso ad esercitare compiutamente le facoltà dicontrollo e di critica dei governanti”. Questo deriva da più fattori: “crisi degli organismirappresentativi, crescente burocratizzazione e chiusura dei sistemi decisionali, distorsionenell’uso dei mezzi di informazione, passività indotta dal prevalere di logicheassistenzialistiche”. Gatti auspica “uno Stato alleggerito dalle funzioni superflue” che possa”essere effettivamente in grado di svolgere un ruolo di indirizzo relativamente ai grandi obiettiviqualificanti della vita collettiva. Nello stesso tempo, solo una ‘società civile’ restituita alla suaautonomia può assumere quelle responsabilità pubbliche che non possono più essere diesclusiva competenza statuale. In questo senso, si va sicuramente verso il superamento della’grande dicotomia’ pubblico-privato”.