1° maggio: lettera aperta di un Vescovo siciliano ai vertici dello Stato

“Nonpossiamo più tacere. Troppa è l’umiliazione e l’ingiustizia che subiamo. Viviamo in unanazione che amiamo ma che non può dirsi civile e democratica se non si accorge di calpestarela dignità di tanti suoi cittadini. Ci appelliamo a voi perché qui a Mazara del Vallo, comepurtroppo in altre città della nostra Sicilia, viene negato un diritto umano fondamentale, quelloal lavoro, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”. Così il vescovo di Mazaradel Vallo, Emanuele Catarinicchia, scrive in una lettera aperta inviata ai massimi vertici delloStato e della Regione, per chiedere interventi concreti sul fronte dell’occupazione.”Qui lavorare con una remunerazione equa e soddisfacente – prosegue mons. Catarinicchia -che assicuri una vita dignitosa diventa sempre più una meta irraggiungibile; ci si può ritenere’fortunati’ quando si riesce a trovare un lavoro mal retribuito. Vediamo molti costretti adun’emigrazione forzata verso il Nord e verso altri Stati. Vediamo famiglie divise, figli che hannola possibilità di stare con i loro padri solo alcune settimane all’anno”. Il vescovo di Mazarachiede ai rappresentanti delle istituzioni “uno sforzo creativo e coraggioso perché l’Italia siadavvero un Paese civile, solidale, che rispetti e promuova la dignità di tutti”. Per Catarinicchiac’è bisogno di “leggi speciali e di soluzioni tecniche che favoriscano il diritto al lavoro”.