1° maggio. Mons. Charrier e Acli: “La disoccupazione ridimensiona la festa”

“Ilmercato, l’economia e la finanza devono rispettare ‘il primato della persona umana’ alla qualedeve essere sottomesso il sistema economico”. E’ quanto afferma mons. Fernando Charrier,vescovo di Alessandria e Presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e illavoro, in un editoriale sul prossimo numero del settimanale ‘La voce alessandrina’. “Il diritto allavoro – afferma mons. Charrier – è minato da una disoccupazione che, se non è in aumento,è stabile su percentuali da ‘calamità sociale’; la localizzazione della disoccupazione non è piùsolo al Sud” e ad essa “sono esposti in modo particolare i giovani”. Il vescovo ricorda a questoriguardo “il fervore di studi” per risolvere la questione, ma “di studi non vivono coloro cheattendono un lavoro”. Piuttosto, secondo mons. Charrier, occorre domandarsi se “non siadoveroso cambiare la direzione dell’economia”, ponendola “al servizio di ogni uomo:l’esperienza insegna che il ‘mercato selvaggio’ è fonte di scandalose disuguaglianze e ditensioni sociali”.”Ciò che appare come una stanca ritualità non è la festa del lavoro ma la lunga litania dellecifre della disoccupazione”. E’ quanto afferma un comunicato delle Acli diffuso oggi. “Questoprimo maggio – secondo le Acli – ha senso solo se il mondo del lavoro farà sentire la sua’frusta’ al Governo affinché mantenga gli impegni presi: il Mezzogiorno e i giovani non possonoaspettare”. Le Acli vedono “in un nuovo patto sociale l’unica via di uscita dalla palude in cui sitrova l’Italia, un patto sociale che segni il passaggio dallo Stato sociale ad una societàsolidale”.