Il catecumenato, cioè ilperiodo di iniziazione alla fede cristiana degli adulti, era andato in disuso fin dal quarto secolo.Praticamente da quando era diventato generale il battesimo dei neonati e la cresima deifanciulli. Il Concilio Vaticano II, negli anni ’60, ne istituì di nuovo il rito ed ora, con una Notapastorale, presentata oggi in Sala Stampa vaticana, la Cei detta precisi orientamenti, e pur invia sperimentale e, con grande “flessibilità” nei singoli casi, ne incoraggia vivamente la pratica.Profonde trasformazioni sono infatti intervenute nella cultura e nella società. Aumentano lepersone che hanno bisogno, per accostarsi o riaccostarsi alla fede, di una adeguatapreparazione. Ci sono adulti che domandano di essere ammessi alla cresima ed allaeucaristia, altri che, si legge nella Nota, “dopo avere ricevuto il battesimo, nonsufficientemente evangelizzati, hanno abbandonato la pratica religiosa ed ora desideranorisvegliare la fede ricevuta e vivere l’esperienza cristiana in maniera più consapevole eoperosa”. La “nuova evangelizzazione” richiede dunque che l’antica consuetudine vengaripresa con serietà e sistematicità. Tuttavia, avverte la Nota, “il catecumenato di oggi noncostituisce la pura e semplice restaurazione di quello antico, ma intende dare una risposta aiproblemi dell’uomo e della Chiesa di oggi”.