Dovrebberoessere invece i temi di fondo dell’ insegnamento della religione cattolica nella scuola secondodon Giuseppe Angelini, preside della facoltà teologica dell’Italia settentrionale che aprendostamane l’incontro nazionale dei responsabili diocesani del settore, ha affermato che “i temi egli interrogativi intorno ai quali oggi si polarizza il confronto pubblico non sono quelli con i qualisi cimenta ogni giorno la coscienza del singolo. Tale coscienza appare in tal senso comecondannata ad una sorta di clandestinità, ad un regime di insuperabile privacy, che alla fineminaccia di condannarla al silenzio”. Secondo Angelini, la scuola, che dovrebbe, comeistituzione deputata all’educazione, occuparsi dei temi esistenziali, “pare invece non accettarequesto compito”. “L’esemplificazione – ha aggiunto lo studioso – conosce l’imbarazzo dellascelta”: i temi “rimossi” dalla grande cultura sono quelli della sofferenza e della morte,l’esperienza del nascere, la relazione tra le generazioni, il rapporto uomo e donna. Per questo,secondo Angelini, l’insegnamento scolastico della religione è chiamata ad avere “familiaritàcon quelle questioni ultime dell’esistenza, in rapporto alla cui elaborazione pensante latradizione cattolica offre fino ad oggi le risorse più decisive”