“Qui occorre farechiarezza su cosa si intende per autonomie locali e qual è il rapporto tra ciò che è proprio ditali ‘autonomie’ e i compiti invece che spettano allo Stato centrale”: sono parole del segretarionazionale della Fism (Federazione italiana scuole materne), Luigi Morgano, all’indomani delpronunciamento della procura regionale della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna sulfinanziamento alle scuole materne non statali da parte del Comune di Bologna,pronunciamento in cui si ipotizza un reato in quanto tale finanziamento “appare esulare dai finiistituzionali del Comune”. “A Bologna, pur trattandosi di cifre contenute – rileva Morgano – 400milioni l’anno contro una spesa per quelle comunali di 50 miliardi, tali erogazioni costituisconouna boccata di ossigeno per le materne cattoliche. Ciò vale naturalmente per tutti i comuniitaliani dove sono in vigore analoghe forme di sostegno alle 5500 scuole materne cattoliche. Ecomunque – prosegue Morgano – le decisioni rientrano nell’ambito delle scelte libere delleamministrazioni comunali, in quanto la materna non è considerata ‘scuola dell’obbligo'”. E’probabile che il caso rimbalzi in altre sedi istituzionali. Presto se ne dovrebbe occupare l’Anci(Associazione nazionale dei comuni d’Italia) per i risvolti penali che riguardano gliamministratori comunali se tale interpretazione dovesse essere accolta.