Nota dell’Azione Cattolica di Milano sul perdono

“Qual è l’anima dello stile diperdono che deve contraddistinguere ogni uomo di buona volontà? Non, ovviamente, ladimenticanza del torto subito, non l’ottimismo ingenuo circa il recupero dell’altro, né larassegnazione alla contingenza dei tempi cattivi, ma la disincantata presa di coscienza deilimiti, dell’oscurità e delle miserie che si annidano nel cuore dell’uomo e, insieme soprattutto,l’apprezzamento dell’uomo come irriducibilmente aperto alla verità di sé”. E’ quanto si legge inuna nota dell’Azione Cattolica (Ac) di Milano, diffusa oggi, che, prendendo spunto dai recentiepisodi di lanci di sassi dai calcavia, affronta i temi della giustizia, del perdono e dellaresponsabilità per il futuro dei giovani. “Rispondere al male con il bene – afferma la nota – allaviolenza con la non-violenza e usare parole di perdono sono comportamenti che, pur seapparentemente impotenti, sono sostenuti invece da una forza straordinaria: la forza dicredere nell’umanità dell’uomo. Il perdono, lungi dall’essere banalizzazione del male compiutoe dimenticanza della gravità del gesto, è invece ri-partenza e salto di qualità. Il perdono partedal riconoscimento della gravità del gesto commesso. Il perdono chiede inoltre di farsi carico diun cammino di ri-nascita, che non può che passare dal pentimento, dal cambiamento dellavita, della riparazione del male fatto. E’ questo un cammino che coinvolge e sollecita laresponsabilità di tutti”.