“Non ho maiserbato rancore per coloro che, umanamente parlando, mi hanno rubato la vita. Ho perdonatotutti ed ho sempre pregato per loro”. Lo ha detto p. Anton Luli, intervenendo ieri, a Cagliari aun incontro sul tema “L’Albania al bivio”, promosso dalla Pontificia Facoltà Teologica dellaSardegna. P. Luli, che oggi ha 87 anni, ha trascorso 42 anni, in Albania, condannato alcarcere e ai lavori forzati. Ecco alcuni stralci della sua testimonianza. “Nel 1947 fui arrestatocon l’accusa di agitazione e propaganda contro il Governo. Ho vissuto 17 anni di prigioniastretta e altrettanti di lavori forzati. La mia prigione, in una paesino della montagna di Scutari,fu un gabinetto. Vi sono rimasto per 9 mesi”, in condizioni igieniche indegne anche di unanimale, “senza mai riuscire a stendermi completamente, tanto il locale era angusto. La nottedi Natale mi tirarono fuori, mi fecero spogliare e mi appesero con una corda sotto le ascelle,nudo. Poi fui tirato giù e riempito di calci. Solo la presenza, nel cuore, del Signore, solo il donodella forza divina, mi ha permesso di superare queste prove. Avrei potuto evitare tutto questo,insieme alle infinite torture, confessando di essere un sobillatore, un nemico del partitocomunista e un collaboratore dell’Occidente ma non ho mai voluto farlo”.